Dio diede a Mosè dieci comandamenti.
Max ha compilato tutto un manifesto.
Mao per i suoi pensieri ha rilegato un libretto.
Quante migliaia d’anni per imparare a leggere.
Cristo non scrisse niente: s’avvide che alla parola Amore l’uomo sarebbe rimasto analfabeta.
Per tutto il pomeriggio non ho fatto altro che pensare a questo analfabetismo.Ho trascorso due giorni al telefono con vari ospedali e strutture mediche per riuscire a trovare un posto veloce per una tac urgente ad una persona a me cara. Inutile dire che a suon di bigliettoni in 48 ore si fanno i miracoli ma senza bigliettoni puoi morire ,se tutto va bene si riesce ad avere un appuntamento a 60 giorni, magari tardivi rispetto alla vita stessa.
Come se tutto questo non bastasse, la poca umanità di chi ti risponde al telefono con fastidio, perchè stai chiedendo un’assistenza che dovrebbe essere dovuta,solo col tichet è veramente insopportabile. Si l’uomo è rimasto analfabeta!
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cara Rita,
a me è successa una cosa analoga.
Si parla tanto di prevenzione, poi quando una persona si scopre un nodulo al seno e prende repentinamente appuntamento alla fine di settembre, se lo vede dare il 22 Agosto 2012…!!! Allora quella persona si domanda…. ma fra un anno quasi…!!! E se fosse qualcosa di grave … di brutto, di maligno? Fra un anno sarebbe già una partita persa… Allora la mente mette in moto tanti meccanismi, astuzie, e, come hai detto tu, inizia un giro di telefonate…. così magicamente…Puff… appuntamento dopo 3 giorni….!!!! (per fortuna senza sganciare un centesimo). E menomale!!! Eh si, perchè si necessita un controllo urgente fra non più di tre mesi… Ecco. Che schifo!!! E menomale che le telefonate hanno avuto buon esito, si perchè, c’è chi non ci riesce e fra un anno sarebbe stato fottuto…!
Trovo così sano, Rita, che tu abbia usato (conoscendoti, urlato) la parola VERGOGNA! A differenza della Signora Bianco, adoro i termini VERGOGNA, VERGOGNARSI e VERGOGNOSI per il loro suono e per l’etimo che invita a numerosi approfondimenti. Rimando, in merito, a uno studio di Agnese Galotti, molto esaustivo e sapiente (http://www.geagea.com/52indi/52_08.htm).
Proprio perché ci sono bellissime cose nel mondo di cui godere, dovremmo riappropriarci tutti della parola VERGOGNA, quando di quelle cose si fa tale scempio da non concederci più il diritto (uguale per tutti) di usufruirne. La bellezza e la ricchezza del mondo sono di tutti, mi pare ovvio.
E’ vero che il senso della VERGOGNA sia legato alla propria immagine… ed è bene che ella si rifletta nello specchio per acquisire consapevolezza e, all’occorrenza, SVERGOGNARSI, in una sorta di autopunizione o autocondanna. E questo è un fatto assolutamente personale, che non abbisogna di essere pubblicizzato. Ma…oggi, più che mai, è necessario ripristinare l’uso della parola VERGOGNA in senso esortativo!!! Ovvero VERGOGNATEVI! Vergognatevi, vi prego! VERGOGNATEVI, MA… senza nascondere l’intima vergogna! VERGOGNATEVI PUBBLICAMENTE! … ammettendo la vostra colpa. Perché solo l’ammissione di colpa può portare al perdono di chi subisce atti VERGOGNOSI. L’intima VERGOGNA (quella che si consuma allo specchio) porta ad un turbamento personale, ad una sgradevolezza tutta personale (augurabile, ma non collettivamente catartica!)
VERGOGNATEVI è UN INVITO A PALESARE L’INTIMA VERGOGNA, e lambire le sponde della colpa. Perché è ora che si dica BASTA alle cose IMPUNITE. Ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte al suo specchio e di fronte allo specchio sociale della collettività.
E per abusare di questo termine che ci è caro, Rita. Posso ammettere che per la prima volta nella vita MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANA?
Avevo già commentato…come mai è stato cancellato il mio commento?
Ripeterò in breve ciò che avevo detto. In sintesi ripeto che la parola VERGOGNA è vergogna per chi la pronuncia. Tutti devono vergognarsi, più o meno.
Gesù non aveva bisogno di scrivere, cara signora Rita. Parlava e non solo con le parole, ma con tutta la sua Persona. Scriveva nei cuoir della gente che si aprivano a Lui. E fa così ancor oggi. E l’Amore che ha insegnato parla a tutti e occorre un secondo per impararlo. Se il cuore è ferito, contrito, semplice.
Anche il cuore di un delinquente può essere risanato in un secondo dallo sguardo di Cristo.
Come ha guardato Maddalena, il pubblicano, Zaccheo, il ladrone? Con disprezzo? Ha urlato VERGOGNA a queste persone non certo elitè del popolo? Cosa ha detto a chi voleva lapidare l’adultera?
Dobbiamo tutti vergognarci. Solo allora potremo esortare gli altri, se occorre esortare. Il fatto è che in Italia si punta solo il dito sull’altro e ci si ritiene puri, onesti, gli unici rigorosi, che lavorano, che pagano le tasse, che fanno sacrifici.
Non è vero! Non è così gentile sig.ra Sciocchetti che ama tanto la parola VERGOGNA.
La spari pure finchè avrà fiato…ma non cambierà nulla.
Mi dispiace molto sig.ra Rita che abbia cancellato il mio commento!!!!!
La credevo diversa e invece….
No signora Sciocchetti, non sono d’accoordo. Nè con lei nè con la signora Speranza. Assumersi la propria responsabilità significa essere consapevoli che siamo tutti “colpevoli”, specchio o non specchio. Chi per mille o chi per dieci abbiamo contribuito tutti a questa drammatica situazione.
Anche il caso riportato dalla signora Speranza lo dice. Quanti saranno stati nella stessa situazione? E quanti, potendo, pagando o no, avranno fatto lo stesso? E quei pochi senza nessuna possibilità magari ancora attendono…vero?
Nel poco o nel molto, il gesto è quasi identico.
La mia è un’opinione che può essere cancellata mille volte. Ma la sostanza non potrà mai essere annullata. Continuate pure a urlare la vostra amata, cara parola. A me dispiace molto che non capiate cosa intendo dire. Dispiace per lei signora Antonella e molto di più per lei signora Rita. Mi torna alla mente il suo volto acceso, la sua voce rauca per le grida, mi torna in mente Amici di anni fa.
Non poteva cancellare ciò che dicevano gli altri e allora alzava sempre più il tono della voce, perchè la sua opinione uscisse come una spada sull’allievo che lei aveva deciso fosse il peggiore.
Allora avrei anch’io potuto pensare a quella vostra cara parola, ma umanamente, a parte l’antipatia che mi suscitava, rammentavo che tutti avremmo potuto…a volte trascendere così.
Opinioni diverse, ma mai nè astio, nè animosità.
Si parla, si discute ma il rapporto umano – per me è così – resta sempre aperto.
Rita Bianco