il blog di Rita Speranza

Riflessioni e auguri

2 comments

Manca solo qualche giorno alla fine di un altro anno  che va via e come tutti i precedenti, pare si abbia fretta di buttarlo via , perchè già nuove speranze si ripongono nell’anno che verrà.Grazie a Dio di anni nuovi ne ho  visti 65 e come tutti ho consumato ogni tipo di rito per l’avvento di anni nuovi che finivano sempre per essere più o meno allineati .

Questa volta però, pur non abbandonando la speranza mia filosofia di vita,sono molto daccordo con Aristotele che la definiva un sogno fatto da svegli.Infatti abbiamo il dovere di non abbassare la guardia, in un momento storico e politico difficilissimo.

Il giorno 1 gennaio 2012, mi piacerebbe leggere sui giornali a caratteri cubitali :Nel mondo sono finite le guerre, tutti i bambini sono rispettati e nessuno più affamato,i vecchi sono un patrimonio della società e profondamente amati,i diversamente abili non più visti con carità pelosa ma  cristiana,gli animali non più maltrattati,la terra  rispettata,la democrazia finalmente esercitata.

Questo è il mio augurio per l’anno che verrà,poter veder realizzata questa lettura di giornali, che di certo porterebbe un pezzetto migliore in ognuno di noi. Auguri!

 

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  1. Francesco Milano scrive:

    forse un utopia ma se non altro condividiamola ad occhi aperti…
    ciò che mi auguro e solo meno ipocrisia delle persone….
    a te rita mia dolcissima mamma, auguro per il 2012 ciò che desideri più al mondo..
    con tutto me stesso ti abbraccio forte e urlo al mondo che ti voglio un bene da pazzi

  2. M.Rita Bianco scrive:

    Non vorrei essere fraintesa… Il paradiso piacerebbe anche a me! Ma il male e così la guerra, nell’uomo come nel mondo, così come la menzogna non potrà sparire nè in un anno nè in cento o mille.
    La guerra è tra il bene e il male. In questo momento di certo il bene sembra avere le ore contate. Ma da quando esiste il mondo le sorti si capovolgono, si pareggiano, è in vantaggio ora l’uno, ora l’altro.
    L’uomo è il protagonista, il primo e unico attore del dramma. Da un pò di tempo – moltissimo tempo – è uscito da sé. Parla, agisce, si dimena… ma non ha coscienza, non ha ragione. La sua volontà é moscia, barcolla e si aggrappa a chiunque la possa sorreggere. La sua libertà è schiava e lui non lo sa.
    Vive nel panico e l’unica sua risposta alla realtà è pura reattività.
    Quell’uomo deve ritrovare se stesso, capire chi è. Troverà una mano, un volto, un incontro, una luce, un Tu che gli dirà chi è.
    Da qui, soltanto da qui, pian pian l’umanità sarà di nuovo umana e tra l’apparenza si farà strada l’essere e ciò che è.
    Io credo nell’uomo perchè credo in un Uomo che ha vinto il male per sempre.
    Il Bene, prima o poi, trionferà. Non è utopia.
    Dobbiamo soltanto vivere noi coscienti e responsabili. Il resto verrà.
    Abbiate cura della vostra vita. Questo è il mio augurio.
    Rita

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