Oggi mi sono imbattuta nell’ennesimo volantino che invitava genitori, docenti e tutti quelli interessati ad un sit-in contro la nuova legge di stabilità (finanziaria 2011), che prevede uno stanziamento di 245 milioni di euro per le scuole paritarie (private). Poco importa se nella scuola pubblica non ci sono soldi né per i docenti, né per gli alunni che portano da casa carta sapone e quant’altro, né per le strutture. Eppure gli studenti delle scuole statali sono circa otto milioni contro il milione delle paritarie. Mentre però cercavo maggiori informazioni sull’argomento ho trovato una lettera di un’insegnante palermitana scritta al ministro Tremonti in cui si parla della scuola vera, della sua quotidianità, così distante da quella del ministro Gelmini.
Ho pensato perciò di diffonderla per tutti quelli che credono che nella scuola ci sia il nostro futuro.
Lo scempio della scuola pubblica sotto la scure di Tremonti
di Mila Spicola
Ministro Tremonti,
dirà lei: non ne posso più di sentirvi, voi insegnanti. Molti lo stanno già dicendo insieme a lei. Eppure, non demordo. Ci sono due tipi di alunni svogliati: quelli che a furia di rimproveri continuano imperterriti a rifiutare qualunque invito alla responsabilità e quelli invece che, sentendosi ripetere sempre la stessa cosa, alla fine rinsaviscono per sfinimento. Voglio essere ottimista, annoverare lei tra i secondi e prenderla per sfinimento. Fosse anche una minima parte dello sfinimento che ho io, alla fine di quest’annus terribilis per la scuola italiana. Stanca, amareggiata, sconsolata, eppure lei non ci riesce a prendermi per sfinimento, continuo a protestare, come i soldati alle Termopili. Magari lei non ascolterà, ma qualche italiano di “buona volontà” , come si diceva una volta, sì.
Lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. E’ esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un‘aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.
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